Boris Pasternak, Quando Rasserena – L’ospite ingrato, 27 aprile 2020, di Paola Ferretti

[…] Raccolta di bilancio e di congedo, questa che Pasternak assembla a ridosso della conclusione del “Dottor Živago”, e per più versi ne conserva il segno. Sospesa nelle trame del ricordo, più che mai protesa a catturare il senso complessivo della sua esperienza poetica, non ci impedisce tuttavia l’incontro con il Pasternak di sempre. Riconosciamo la sua aderenza – contagiosa – al paesaggio, la sua volontà di mostrare la poesia come rivelazione, capace di cogliere le tracce della storia e dei destini e dare voce alle passioni nei loro aspetti più indicibili e nascosti. Il suo procedere dallo stupore, la specialissima simbiosi con la musica, oltre che con la natura. […]

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