Gli sportelli unici per le attività produttive: fallimento o rilancio?

Innovazione amministrativa, resistenze burocratiche e digitalizzazione dell'amministrazione: cosa insegna l'esperienza degli sportelli unici in Toscana

sportelli

AA. VV.

I Libri di Astrid

a cura di Bruno Dante e Franco Bassanini

Anno :2007

Pagine :190

Prezzo :22,00€

ISBN :88-368-1052-9


Lo sportello unico per le attività produttive ha rappresentato (insieme con l'autocertificazione e con il fede-ralismo amministrativo) una delle innovazioni emblematiche della nuova amministrazione pubblica italiana, investita dal ciclone modernizzatore delle riforme degli anni novanta. Un'amministrazione più vicina ai cittadini e alle imprese, più attenta alle loro esigenze, impegnata a ridurre l'eccesso di carichi regolativi e oneri burocratici. Lo sportello unico coniuga alcuni elementi-chiave del percorso di riforma: la semplificazione dei procedimenti, la riduzione e concentrazione delle sedi e delle responsabilità decisionali, la unificazione verso il basso delle competenze, l'ampliamento dello spazio dell'autocertificazione, l'uso delle tecnologie informatiche. Concentrando in capo a un'unica istituzione (il Comune) tutte le competenze decisionali (autorizzative) per gli impianti produttivi, unificando quarantatre autorizzazioni in una sola, imponendo la informatizzazione dell'intero procedimento, avrebbe dovuto ridurre drasticamente tempi e costi per le imprese interessate a realizzare, ampliare, ristrutturare impianti produttivi. Ma i risultati sono stati, per lo più, inferiori alle attese. E gli sportelli ben funzionanti sono ancora pochi e mal distribuiti. La ricerca condotta da Astrid e dall'IRS, e finanziata dalla Fondazione Montepaschi, traccia un bilancio dei successi e degli insuccessi, e studia nel dettaglio l'esperienza di cinque sportelli della Toscana, una regione tra le più impegnate nella modernizzazione e nell'informatizzazione dell'amministrazione. Ne emergono nitidamente difficoltà, resistenze e problemi. Ma anche strumenti e proposte per affrontarli e risolverli. Con pochi e semplici accorgimenti la riforma può funzionare. Basta saperlo (e volerlo) fare.

L'autore:
Astrid vive grazie al lavoro volontario dei soci; si finanzia con i proventi degli abbonamenti agli studi, ricerche e documenti di Astrid sottoscritti da imprese private, amministrazioni pubbliche, dipartimenti universitari e studi professionali e con i proventi derivanti da convenzioni o contributi per progetti di ricerca. Presidente di Astrid per il triennio 2005-2007 è Franco Bassanini, presidente del Comitato scientifico Giuliano Amato. Del direttivo di Astrid fanno parte Enzo Balboni, Gianclaudio Bressa, Marco Cammelli, Vincenzo Cerulli Irelli, Caterina Cittadino, Gianfranco D'Alessio, Giovanna De Minico, Claudio De Vincenti, Cesare Pinelli, Luisa Torchia, Adriana Vigneri. Del Comitato scientifico di Astrid fanno parte Gregorio Arena, Marta Cartabia, Enzo Cheli, Marco D'Alberti, Gaetano D'Auria, Gian Candido De Martin, Bruno Dente, Leopoldo Elia, Augusto Fantozzi, Spyridon Flogaitis, Piero Giarda, Tania Groppi, Valerio Onida, Alessandro Pajno, Stefano Passigli, Giorgio Pastori, Franco Pizzetti, Pippo Ranci, Stefano Rodotà, Cesare Salvi, Bernard Spitz, Domenico Sorace, Massimo Villone.