Gobseck

Di qusto

Balzac

Le Occasioni

traduzione di Maurizio Ferrara

Anno :2016

Pagine :112

Prezzo :8,50€

ISBN :9788836814282


Tra i lunghi racconti di Honoré de Balzac (1799-1850), Gobseck è certamente uno dei più emblematici dell'impietosa ricognizione della società umana che il grande narratore francese fa nel grande affresco storico della sua 'Commedia umana'. Scritto nel 1830, e dunque cronologicamente vicino ad alcuni altri capolavori come Il colonnello Chabert, Il ballo di Sceaux, Il capolavoro sconosciuto, Gambara (tutti e quattro pubblicati dalla Passigli Editori con grande successo), il racconto si svolge durante il periodo della Restaurazione, e vede come protagonista la figlia di un ricco borghese che, stanca del suo matrimonio aristocratico, si innamora di un giovane squattrinato a cui sacrifica la sua fortuna. Ed è allora che entra in scena l'usuraio Gobseck, incarnazione malefica del denaro, un tipo umano fino a quel momento pressoché sconosciuto nella storia letteraria.
 
Diceva Friedrich Engels di avere imparato più da Balzac che da tutti gli economisti, e questa osservazione dà un'idea dell'importanza dell'opera di questo straordinario narratore, certamente il maggiore interprete della società francese, ed europea, dell'Ottocento. Tuttavia, la sua opera non è così comune come possa apparire, dal momento che il grande ciclo della “Commedia umana” comprende una molteplicità di romanzi che solo in parte si trovano pubblicati (ricordiamo che anche la grande edizione dei Meridiani Mondadori, in tre poderosi volumi, è soltanto parziale). Accanto dunque alle opere più note, e continuamente ristampate, come Le illusioni perdute, Eugénie Grandet, Papà Goriot, La ricerca dell'assoluto, sono tanti i capolavori che meriterebbero l'attenzione dei lettori italiani.