I gatti lo sapranno

Il gatto e i suoi poeti

FARANNO DI ME

AA. VV.

Passigli Poesia

Anno :2020

Pagine :176

Prezzo :14,90€

ISBN :9788836814374

Fra gli animali che da sempre accompagnano la vita degli uomini, il gatto e il cane si contendono la palma dei più amati, al punto che si potrebbe sostenere che buona parte dell’umanità si divide tra ‘gattofili’ e ‘cinofili’. Tuttavia è certamente il gatto che ha giocato un ruolo più centrale di qualsiasi altro animale nell’ispirazione dei poeti, come dimostra questo volume, un’esauriente antologia di testi dedicati a questa presenza così comune, eppure sempre così enigmatica, nelle nostre case.
Anche se l’antologia è particolarmente incentrata sulla poesia moderna e contemporanea, non potevano mancare alcuni testi più antichi, come lo splendido sonetto di Torquato Tasso, l’‘apologia’ felina del poeta inglese Christopher Smart, i due bellissimi haiku del poeta giapponese Bash e del suo allievo Shiko, che rispettivamente aprono e chiudono il libro. Fra questi estremi di classicità, troviamo le poesie dei romantici inglesi Wordsworth, Shelley e Keats; dei francesi Baudelaire, Verlaine, Apollinaire, Éluard e Prévert; di alcuni dei massimi poeti del Novecento, da Yeats a Eliot, da Rilke a Borges, da Neruda a Sylvia Plath, da Pessoa a García Lorca, da Rafael Alberti a Charles Bukowski, fino a tre grandi poeti dei nostri giorni come l’americano Lawrence Ferlinghetti, l’irlandese John Montague, la polacca Wieslawa Szymborska, la brasiliana Marcia Theophilo. Anche nella poesia italiana moderna la figura del gatto è ben presente. L’antologia offre, anche qui, una ricca messe di poeti fra i nostri maggiori, come Pascoli, Corazzini, Govoni, Saba, Penna, Montale, Pavese, Fortini – senza rinunciare all’apporto della grande poesia dialettale, di cui un bellissimo esempio troviamo nei testi di Trilussa, Totò ed Eduardo – fino ad arrivare alle generazioni a noi più vicine, con Giovanni Raboni, Dario Bellezza, Stefano Benni e altre più giovani voci.