Il perché di un matrimonio

9788836816873

Marie Belloc Lowndes

Le Occasioni

Traduzione di Federico Mazzocchi

Anno :2021

Pagine :80

Prezzo :10,00€

ISBN :9788836816873

Nota oggi soprattutto per il romanzo "The Lodger" (1913), da cui Alfred Hitchcock trasse il suo primo film ("Il pensionante", 1927), Marie Belloc Lowndes (Londra, 1868-1947) è l’autrice di numerosi romanzi e racconti che ebbero grande successo alla sua epoca e vennero apprezzati anche da lettori dal palato difficile come Henry James e Graham Greene. Se una parte notevole della sua produzione è legata al racconto “giallo” (basti pensare che proprio dal suo detective francese Hercules Popeau derivò il nome del più famoso dei personaggi della grande Agatha Christie, Hercule Poirot), Marie Belloc Lowndes dimostra però anche nelle altre sue opere di essere narratrice di razza, come in questo "Il perché di un matrimonio" (1922), un delizioso racconto in cui viene tratteggiato assai bene il carattere, quasi opposto, dei due protagonisti: l’intraprendente e generosa vedova Mrs. Nan Archdale e l’abitudinario e compiaciuto John Coxeter, che per ben due volte già le si è dichiarato, ottenendo altrettanti rifiuti. Ora il caso li ha ricondotti sullo stesso treno, e poi sulla stessa nave che attraversa la Manica; un caso che sta per tramutarsi nel destino di entrambi, con la nave in balia della tempesta, con le diverse reazioni dei passeggeri a un imprevedibile naufragio, e con quel non meno imprevedibile idillio che sta per sbocciare fra loro…

«Se non vuol leggere cose brutte, e vuol leggere qualcosa che catturi il suo interesse e che a suo modo sia meraviglioso, dovrebbe leggere Marie Belloc Lowndes».
Non l’avevo mai sentita nominare, e Miss Stein mi prestò "The Lodger", quella meravigliosa storia di Jack lo squartatore, e un altro libro su un assassinio in un posto fuori Parigi che poteva essere soltanto Enghien-les-Bains. Erano tutti e due degli splendidi libri da dopo-lavoro, credibili i personaggi e mai artificiosi la vicenda e il terrore. Erano perfetti da leggere dopo che avevi lavorato e lessi tutti i Belloc Lowndes che c’erano…
Ernest Hemingway, in “Festa mobile”