Pianti piano

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Eliza Macadan

Passigli Poesia

Anno :2019

Pagine :88

Prezzo :12,00€

ISBN :9788836817252

Non saranno questi versi di Eliza Macadan una versione contemporanea delle lacrimae rerum, le lacrime delle cose? In un passo dell’"Eneide" Virgilio asserisce «sono le lacrime delle cose e le cose mortali toccano i cuori». In un mondo frantumato, nello specchio infranto del sentire e del senso, nell’impossibilità di abitare il “romanzo quotidiano”, in un disagio carnalmente vissuto e nell’interrogazione amorosa del senso, cosa rimane? Con strutture complesse ricche di intonazioni, che fanno deflagrare più ambiti linguistici ed esperienze culturali, con improvvisi scarti intonativi e “virate del respiro”, in una intensa tessitura la Macadan mette in essere l’ordito e la trama delle articolazioni fra l’io e il tu, fra l’io e l’altro, e ciò che rimane di un orizzonte storico brutalmente esploso e ampiamente dissignificato e dissignificante. È un’epopea ricca, questa della Macadan, in cui una quotidianità mai banale dialoga con i grandi temi del consistere, in una ricerca sempre insoddisfatta di perfettibilità: forse l’unica dimensione che ci rimane in tempi di basso impero. Questi pianti sommessi, nel perenne considerare e nel rilancio comunicativo, aprono continuamente nuove possibilità sulle cose morte e su ciò che ha limite, la dura esperienza dell’imparare il transito dalla difficoltà all’opportunità (Presentazione di Amedeo Anelli).

 

Nata nel 1967, Eliza Macadan vive a Bucarest e scrive in romeno, francese e soprattutto in italiano. Le sue raccolte di poesia hanno ricevuto vari riconoscimenti in Romania, Italia e Francia, tra i quali il Premio Léon Gabriel Gros nel 2014 per "Au Nord de la Parole". Le raccolte italiane sono: "Frammenti di spazio austero" (2001, 2018), "Paradiso riassunto" (2012), "Il cane borghese" (2013), "Anestesia delle nevi" (2015, finalista ai premi Camaiore e Fabriano), "Passi passati" (2016), "Pioggia lontano" (2017), "Zamalek, solo andata" (2018).