Racconto delle nove città
In memoria di Schliemann
Nina Berberova
Le Occasioni
Aiuto contabile in un’azienda diretta da una macchina, l’anonimo protagonista di questo racconto decide di godere in riva al mare le tre impreviste giornate di ferie che la macchina gli ha concesso. È così che comincia il suo viaggio attraverso una città altrettanto anonima, che però non tarda a rivelarsi sterminata –non una ma nove città, come quelle che Schliemann dovette riesumare prima di approdare alle vestigia di Troia- mentre intanto prendono corpo le sue fantasticherie su come far guadagnare tempo e spazio all’umanità.
Questo bellissimo Racconto delle nove città (il cui titolo originale è letteralmente In memoria di Schliemann) era il racconto prediletto da Nina Berberova, il più moderno secondo una scrittrice che considerava fondamentale l’essere interpreti del proprio tempo. Si tratta di un racconto anti-utopico ambientato in un futuro 1984 che vuole essere un esplicito omaggio a George Orwell; un racconto molto diverso da quelli del periodo in cui la Berberova viveva in Francia, dopo l’esilio dalla Russia natale. Qui non troviamo né emigrati russi né ricordi della Russia perduta, e anche i temi più consueti della scrittrice -lo sradicamento dei personaggi, la loro solitudine, lo stesso tema dell’esilio- ritornano sì in questa narrazione, ma spogliati ormai da ogni connotazione realistica. “Come negli altri nuovi racconti americani” scrive Maurizia Calusio nella prefazione, “non si tratta più di una singola comunità di emigrati, ma dell’esilio nella sua dimensione metafisica, personale e interiorizzata.”
Di Nina Berberova la Passigli Editori ha pubblicato anche il romanzo Gli ultimi e i primi, Antologia personale I, Antologia personale II, Genio e regolatezza, Nabokov e la sua Lolita.