Sinossi
Continua con grande successo la proposta delle principali opere del poeta forse più amato del Novecento.
Canzone di gesta apparve per la prima volta a L’Avana nel 1960. Si tratta di un poemetto nel quale Neruda torna, immediatamente dopo i Cento sonetti d’amore, alla sua ispirazione più impegnata: del resto la rivoluzione di Fidel Castro non poteva non trovare eco in Neruda.
E tuttavia questo impegno non esaurisce affatto l’importanza e la bellezza di questa raccolta; al di là dell’ideologia, infatti, c’è, come scrive Giuseppe Bellini, “la passione del poeta, l’impeto del verso, lo splendore delle immagini, e in generale il soffio di delicata poesia per questa terra così affascinante e martoriata”.
«Ora io apro gli occhi e ricordo:brilla e si spegne, elettrica e oscura,fatta di gioia e di sofferenzela storia amara e magica di Cuba.Anni sono passati come pesciper il mare azzurro e la sua dolcezza,l’isola visse libertà e danza,danzarono le palme con la schiuma,erano un solo pane bianchi e negriperche Martí li aveva riuniti,seguiva la pace il suo destino d’oroe crepitava il sole nello zucchero,mentre maturo cadeva per il soleil raggio del miele sulla frutta.»








