NOVITÀ

Disponibile dal 24 aprile 2026

Nikolaj Gumilëv

Perle

A cura di Prima edizione italiana a cura di Stefano Fumagalli

Traduzione di Franco Matacotta

2026, pp 192
Brossurato con copertina morbida
ISBN: 9788836821457

19,50 

Sinossi

Nella seconda metà degli anni Quaranta, in un’Italia appena uscita dal conflitto mondiale e già immersa nello scontro ideologico della guerra fredda, un poeta comunista traduce in italiano un poeta russo fucilato venticinque anni prima dai bolscevichi e innominabile – a quell’epoca e ancora per decenni – in Unione Sovietica. Da questo insolito incontro nasce questo volume: benché Franco Matacotta, il poeta-traduttore, avesse cercato in più occasioni di pubblicarle, le versioni da Nikolaj Gumilëv – quarantanove poesie tratte dalla raccolta “Žemčuga” (“Perle”) – erano rimaste inedite e sono qui pubblicate per la prima volta. Si possono soltanto fare ipotesi sul perché, tra i molti grandi poeti russi del primo Novecento, la scelta sia ricaduta proprio su Gumilëv, apparentemente così distante – per posizioni politiche ed estetiche – da Matacotta. Certo è che Gumilëv era stato uno degli assoluti protagonisti della sua epoca, fondatore della “Gilda dei poeti”, capofila del gruppo degli acmeisti insieme ad Anna Achmatova e Osip Mandel’štam. Pur serbando l’impronta dell’epoca a cui risalgono, le traduzioni di Matacotta – che come in altri casi si avvalse dell’ausilio linguistico di una madrelingua russa, Valentina Preobraženskaja – riescono a renderci ancora oggi, a quasi ottant’anni di distanza dalla loro stesura, il fascino di una poesia certamente educata sui maestri simbolisti delle generazioni precedenti eppure già matura e improntata di una personalità poetica forte e originale.

 

L’Autore

Nikolaj Stepanovič Gumilëv (1886-1921) fu una delle figure centrali della scena poetica russa della sua epoca. Primo marito di Anna Achmatova, nel 1911 fondò il gruppo “La gilda dei poeti”, da cui di lì a poco sarebbe nato uno dei movimenti cardine della nuova poesia, quello dell’acmeismo. Si arruolò volontario nella Prima guerra mondiale e venne mandato al fronte, distinguendosi al punto da venir decorato tre volte al valor militare. Grande appassionato di viaggi, si trovava tra Parigi e Londra quando scoppiò la rivoluzione d’ottobre. Decise di rientrare in Russia nella primavera del 1918. Pur prendendo parte alla vita culturale della nascente Unione Sovietica, si sentiva profondamente estraneo al nuovo regime; arrestato dalla polizia politica nel 1921 con l’accusa di aver partecipato a una co­spirazione, venne condannato e fucilato come nemico del popolo.

Operazione finanziata dal DECRETO INTERMINISTERIALE 19 Novembre 2021 e Decreto Direttoriale MISE N. 1742 del 30/05/2022 "Fondo Imprese Creative capo II”