Marina Cvetaeva
Nata a Mosca nel 1892 e morta suicida a Elabuga nel 1941, Marina Cvetaeva è una delle voci più grandi della poesia russa del primo Novecento.
La sua importanza nel corso del tempo si è sempre consolidata, non solo come poeta, ma anche come prosatrice originale e saggista di grande acutezza critica.
In Italia, gran parte del merito di questo rilancio va ascritto al lungo lavoro di Serena Vitale, a cui si devono, oltre che le traduzioni di molte opere in versi e in prosa, la straordinaria raccolta di saggi Il poeta e il tempo (Adelphi, 1984) e i due volumi di lettere Il paese dell’anima e Deserti luoghi (Adelphi, 1988 e 1989).
Fra le più recenti edizioni italiane, ricordiamo la tragedia in versi Fedra (Pacini, 2011) e, in questa stessa collana, A Rainer Maria Rilke (Passigli, 2012), entrambe a cura di Marilena Rea.





