Paul Éluard
Tra i maggiori poeti francesi del secolo scorso, Paul Éluard (al secolo Eugène Grindel, Saint-Denis, 1895 – Charenton-le-Pont, Parigi, 1952) è stato certamente uno dei più popolari e influenti. Nonostante la salute malferma – a causa di un attacco di emottisi era appena stato dimesso da un sanatorio –, partecipa alla Prima guerra mondiale, dapprima nel servizio ausiliario e poi, su sua richiesta, come fante in prima linea.
Quell’esperienza è al centro di una delle prime raccolte, Le “Devoir et l’Inquiétude” (1917). Legato alla straordinaria fioritura delle avanguardie storiche parigine, prende attivamente parte alle riviste e ai movimenti dell’epoca, stringendo amicizia con protagonisti come Philippe Soupault, Louis Aragon, André Breton, Georges Braque, Pablo Picasso.
Tuttavia, già a quell’epoca la poesia di Éluard si caratterizza per un’estrema chiarezza espressiva che, unita a una grande musicalità, lo fanno riconoscere come «il più poetico rappresentante della scuola surrealista»; caratteristica, questa, che diventerà ancora più centrale con lo svilupparsi della sua poetica, e si pensi alla sua più famosa poesia, “Liberté”, scritta durante l’occupazione nazista della Francia.
Anche in Italia, Paul Éluard è un poeta da sempre molto amato, che ha avuto tra i suoi traduttori poeti come Franco Fortini e Salvatore Quasimodo. Tra le sue raccolte più famose, ricordiamo “Mourir de ne pas mourir” (1924), “Capitale de la douleur” (1926), “L’Amour la poésie” (1929), “Donner à voir” (1939), “Poésie et vérité” (1942), “Poésie ininterrompue” (1946).

