NOVITÀ

Disponibile dal 29 maggio 2026

Sergej Esenin

Anna Snegina

A cura di Iginio De Luca

Nuova edizione a cura di Riccardo Mini

2026, pp 120
ISBN: 9788836824694

14,50 

Sinossi

«Uno dei momenti più alti della poesia di Sergej Esenin» e, assieme al Pugačëv, «l’opera sua più importante». Così nel 1976 Iginio De Luca descriveva il poema Anna Snegina di Esenin, qui riproposto con testo russo a fronte e con la prefazione e l’apparato di note dello stesso De Luca.

Alla fine del febbraio 1925 (come si vede nella fotografia in quarta di copertina) Sergej Esenin è ritratto accanto al samovar mentre legge il poema alla madre analfabeta, che mai interrompeva la lettura, mai domandava spiegazioni, ma comprendeva e sentiva la portata umana di quei versi, che spesso teneva anche a memoria.

Scritto a Batum, in Georgia, tra la fine del 1924 e l’inizio del 1925, Anna Snegina appartiene alla tarda, ultimissima produzione del poeta di Rjazan’. Lontana dall’immaginismo, quest’opera si presenta come un poema lirico-epico di carattere autobiografico, un romanzo in versi che richiama alla mente l’Evgenij Onegin puškiniano e in cui Esenin rielabora un giovanile innamoramento e lo intreccia alla descrizione della rivoluzione nelle campagne, rivoluzione il cui racconto – ben lontano dall’idealizzazione profetica dei poemi rivoluzionari – è caratterizzato da un procedimento realistico che lo contraddistingue fin dall’inizio. Il perfetto equilibrio di autobiografismo e storia, dell’elemento politico con quello amoroso, unito al plurilinguismo e alla sperimentazione poetica in una forma chiusa e classica rendono Anna Snegina non solo uno dei vertici della poesia dell’ultimo Esenin ma anche il suo bellissimo testamento spirituale.

Riccardo Mini

L’Autore

Nato nel 1895 nella regione di Rjazan’, Sergej Esenin cominciò prestissimo a scrivere, pubblicando poesie in giornali di provincia. Prima a Mosca, poi a Pietroburgo, si legò a poeti come Blok e Kljuev, e a quest’ultimo in particolare, che condivideva con lui l’origine contadina. Rispettivamente del 1916 e del 1918 sono le prime due raccolte, Festa dei defunti e Azzurrità. Un anno più tardi fu tra i fondatori, insieme a Mariengof e a Šeršenevic, della nuova scuola degli “immaginisti”. È in quegli anni, appena a ridosso della rivoluzione, che la fama di Esenin cresce, al punto da poter arrivare a competere con l’altro astro nascente della nuova poesia russa, Vladimir Majakovskij. Al 1921 appartengono lo straordinario poemetto Pugačëv – forse la sua opera più vicina alla poetica degli “immaginisti” – e la raccolta Confessione di un teppista; del 1924 è Mosca delle bettole.

Con gli anni si approfondiva tuttavia il suo disagio esistenziale. A nulla valsero la fama letteraria, i tre matrimoni, fra i quali quello “scandaloso” con la celebre stella della danza Isadora Duncan, il viaggio con lei prima in Germania e poi negli Stati Uniti, soltanto tappe di una vita di vagabondaggio tesa ormai vorticosamente verso il suo epilogo più tragico. Che puntualmente avvenne a San Pietroburgo, la notte del 28 dicembre 1925, quando si uccise impiccandosi in una stanza d’albergo. Questa almeno fu la versione ufficiale, ma i dubbi su quella morte restano ancora oggi.

Operazione finanziata dal DECRETO INTERMINISTERIALE 19 Novembre 2021 e Decreto Direttoriale MISE N. 1742 del 30/05/2022 "Fondo Imprese Creative capo II”