Sinossi
Come si legge dalla prefazione di Giuseppe Bellini, 2000 di Pablo Neruda «si apre su un panorama cupo del mondo. Il poeta, come prevedendo gli inquietanti panorami degli anni fatali del secolo, denuncia il tempo in cui “tremò la speranza”, dichiara la sua vergogna per la verità che marcì in tante fosse, sottolinea la tragicità di tanta distruzione, protesta l’inutilità dell’inaugurazione del secolo nuovo per il “povero diavolo del povero Terzo Mondo”, arrivato all’anno fatidico con tutto ciò che di negativo costituì la su vita.
Neruda celebra l’avvento del nuovo mattino senza sapere se sarà chiaro oppure oscuro, positivo o negativo. La sua fiducia nel futuro si manifesta nell’ostinazione con cui proclama la volontà umana di rendere il nuovo giorno «dorato e bruciato, come i grani duri del mais…»








