Pablo Neruda

Una casa nella sabbia

A cura di Giuseppe Bellini

Roberta Bovaia

2021, pp 144
ISBN: 9788836818525

8,50 

Sinossi

Una casa nella sabbia occupa un posto particolare nell’opera di Pablo Neruda, e non solo perché si tratta dell’unico suo libro uscito in prima edizione in Spagna (Barcellona, Lumen, 1966) durante la lunga epoca del franchismo.

La raccolta, infatti, si compone per gran parte di prose poetiche – pur non mancando qualche composizione lirica, come la celebre «Il dente di capodoglio»; circostanza questa non frequente nell’opera del grande poeta cileno, che ci riposta al clima di alcune raccolte giovanili come L’abitante e la sua speranza e Anelli.

Ma, soprattutto, Una casa nella sabbia è fra le opere più intime di Neruda, perché quella “casa” è la famosa casa di Isla Negra, di fronte all’oceano, e protagonisti sono dunque il mare e gli oggetti che la animano, in particolare le polene – di cui il poeta era collezionista – che, come antiche divinità, popolano queste pagine.

Perché la ‘Medusa’, la ‘María Celeste’, la ‘Cymbelina’, queste «statue di prua delle navi», non sono per Neruda semplici oggetti, ma creature vive nelle quali si compendia l’esperienza di un’intera vita.

Per l’Edizione del Centenario, insieme a Tentativo dell’uomo infinito e Una casa sulla sabbia uscirà anche la ristampa de Il mare e le campane.

«La casa… Non so quando nacque… Era metà pomeriggio, e arrivammo a cavallo in quelle lande deserte… Don Gladio era davanti, guadando l’estuario del Córdoba che era cresciuto… Per la prima volta sentii come una fitta l’odore d’inverno marino, miscuglio di boldo e sabbia salata, alghe e cardi.

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