Pablo Neruda
Venti poesie d’amore e una canzone disperata
EDIZIONE COMMEMORATIVA 1924-2024
A cura di Giuseppe Bellini
18,00 €
Sinossi
In una lettera a Sabat Ercasty, del 14 febbraio del 1924, Pablo Neruda scrive di aver terminato il suo nuovo libro, Veinte poemas de amor y una canción desesperada (Venti poesie d’amore e una canzone disperata).
La raccolta sarebbe stata pubblicata a Santiago dall’editore Nascimento nel giugno successivo. Neruda aveva allora vent’anni e forse nessuno poteva immaginare che questa piccola opera sarebbe diventata uno dei libri di poesia più venduti in tutto il mondo, tanto da festeggiare l’oltre milione di copie vendute già all’inizio del 1961.
A distanza di cento anni, generazioni di lettori, ormai, hanno amato questa raccolta, che in Italia era apparsa per la prima volta nel 1962, e proprio grazie a Giuseppe Bellini, il principale studioso e interprete italiano del grande poeta cileno, oltre che suo amico personale.
Questa nostra nuova edizione “commemorativa” in 1000 copie numerate di un titolo che fa parte da tempo del nostro catalogo viene qui arricchita da cinque lettere di Neruda ad Albertina Rosa Azócar – la principale delle donne ispiratrici delle “Venti poesie” –, da una “Piccola storia” dello stesso Neruda, inedita in italiano, che sintetizza a distanza di quasi quarant’anni le origini e i motivi di questa sua opera giovanile, e da un capitolo di “Confesso che ho vissuto” in cui il poeta cileno ricorda i suoi primi libri, dall’esordio di “Crepuscolario” alle Venti poesie.
Giuseppe Bellini ricostruisce nelle pagine critiche iniziali temi e motivi di questa fortunatissima raccolta, anche alla luce delle opere future; e, insieme, ci fornisce un quadro esemplare degli amori giovanili del grande poeta e di quegli anni di formazione umana e letteraria.
È il mattino pieno
È il mattino pieno di tempesta
nel cuore dell’estate.Come bianchi fazzoletti d’addio viaggiano le nubi,
il vento le scuote con le sue mani viaggianti.Cuore innumerevole del vento
che palpiti sul nostro silenzio innamorato.Ronzando tra gli alberi, orchestrale e divino,
come una lingua piena di guerre e di canti.Vento che porti in ratto rapido il fogliame
e devii le frecce palpitanti degli uccelli.Vento che l’abbatte in onda senza spuma
e in sostanza senza peso, e fuochi inclinati.Si rompe e si sommerge il suo volume di baci
combattuto sulla porta del vento dell’estate.







