Dalle sonate barocche alla letteratura romantica tedesca, fino al thriller psicologico contemporaneo, il tema centrale rimane invariato: il prezzo disumano della perfezione artistica… o no?
Ma andiamo con ordine.
In questo viaggio assurdo partiremo dal 1700 con il grande musicista Tartini, passando per la letteratura gotica tedesca con L’allievo di Tartini (Der Baron von B.) di E.T.A. Hoffmann e per poi atterrare su Amazon Prime con Nocturne interpretato dall’attrice Sydney Sweeney.
Quella volta che Giuseppe Tartini fece suonare il suo violino al Diavolo
Tutto nasce da un incubo, o forse da un’epifania (…dipende dai punti di vista), del compositore italiano Giuseppe Tartini.
Secondo la leggenda, narrata dall’astronomo Jérôme Lalande, una notte del 1713 il compositore, ancora molto giovane, sognò di stringere un patto con il Diavolo. Al Diavolo, disposto a esaudire ogni suo desiderio per la sua anima, Tartini chiese di suonare il suo violino. La musica fu così struggente e di insostenibile bellezza, ed eseguita con una tecnica sovrumana, che tolse il respiro a Tartini.
Al risveglio, il musicista afferrò freneticamente il violino cercando di replicare quella melodia e ciò che scrisse divenne la celebre Sonata per violino in Sol minore, nota come “Il Trillo del Diavolo” (ascoltala su YouTube). Un pezzo tecnicamente brutale, famoso per i suoi trilli complessi che richiedono una destrezza quasi innaturale della mano sinistra.
Tuttavia, Tartini visse il resto della sua vita frustrato, sostenendo che la musica che aveva scritto fosse solo un’ombra sbiadita di ciò che il Diavolo aveva suonato per lui.
Il Gotico, la Follia e quel genio di E.T.A. Hoffmann

Il sogno di Tartini, illustrazione di Louis-Léopold Boilly (1761-1845) riferita all’aneddoto del sogno che avrebbe ispirato la composizione della sonata
Arriviamo all’alba del XIX secolo con Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. Giurista per necessità, compositore per vocazione (assunse anche il nome Amadeus in omaggio a Mozart) e letterato per urgenza espressiva: Hoffmann incarnò la complessità tarda romantica tedesca, quella che la critica, a partire dagli studi fondamentali di Mario Praz, definì la “Schwarze Romantik” (o il Romanticismo Nero/Oscuro).
Non fu una banale predilezione per il macabro, bensì di un’indagine filosofica sul lato oscuro dell’animo umano, in netto contrasto con l’Illuminismo.
Così, accanto al Gotico e al Nero, prese forma un altro genere letterario Il Fantastico che si concentrò sul concetto di “esitazione epistemologica”, teorizzata poi da Tzvetan Todorov, in cui il lettore è costantemente sospeso in un’ambiguità irrisolta: ciò che accade è un’intrusione dell’aldilà o la proiezione psicotica di una mente scissa? E poco tempo dopo, lo stesso Freud lo identificò come Unheimliche (il Perturbante).
Ma ritorniamo all’interesse di Hoffmann per Tartini. Per l’autore tedesco, la musica non era mero intrattenimento estetico, ma il linguaggio metafisico per eccellenza, l’unico in grado di varcare la soglia del fenomenico e attingere all’Assoluto. Tuttavia, come insegna la vicenda di Tartini, la tensione all’Infinito (o al demoniaco) sgretola la finitezza della ragione umana… l’arte suprema, dunque, non eleva soltanto: consuma.
La Trama de “L’allievo di Tartini” (Der Baron von B.) di Hoffmann senza spoiler
Nella raccolta edita da Passigli, L’allievo di Tartini. Racconti musicali, e specificamente nel racconto L’allievo di Tartini, Hoffmann ci presenta una figura straordinariamente complessa: un aristocratico che rivendica con orgoglio di essere stato l’allievo prediletto di Giuseppe Tartini.
Il Barone von B non è un semplice amatore, ma un maniaco del violino, ossessionato dalla ricerca del “suono assoluto” e della tecnica suprema, convinto di detenere i segreti più arcani del Maestro.
La tensione narrativa culmina quando il Barone accetta di eseguire la temibile sonata “Il Trillo del Diavolo”, che Hoffmann descrive con una maestria psicologica rara.
Il Barone entra in uno stato di trance, il suo volto si trasfigura nell’estasi, il corpo si muove come posseduto da una melodia interiore di inaudita potenza.
Tuttavia, è proprio qui che si insinua il dubbio… mentre il musicista è rapito dalla sua visione celeste, Hoffmann ci chiede: esiste sempre una corrispondenza tra la musica sublime che l’artista sente nella propria anima e quella che effettivamente si materializza?
Un’analisi psicologica: Il Diavolo è l’Ego
Se leggiamo questa storia con gli occhi della psicoanalisi del Novecento (grazie Freud), il mito cambia faccia.
Come abbiamo accennato prima, Sigmund parlava del “Perturbante”: quella sensazione di disagio quando qualcosa di familiare diventa estraneo e spaventoso.
Il Barone di Hoffmann non è posseduto dal Diavolo, ma dal suo narcisismo. L’ossessione per la perfezione artistica diventa una patologia e lo stesso “Trillo del Diavolo” non è altro che il suono del suo desiderio inappagato.
Verrebbe, dunque, da chiedersi, perché questa storia ci cattura ancora oggi? Perché tocca una paura universale: la paura della mediocrità.
Tartini ci dice che la perfezione è irraggiungibile; Hoffmann ci dice che credere di averla raggiunta è segno di pazzia.
Nocturne (2020): Il mito nell’era della Gen Z
Siamo alla fine di questo viaggio con il film “Nocturne”, un horror psicologico con Sydney Sweeney. Mettiamo subito le cose in chiaro: il film non è la trasposizione del racconto di Hoffmann. La trama è diversa. Qui ci sono due sorelle pianiste, invidia, un diario misterioso trovato in un conservatorio e simboli occulti.
Tartini era un violinista. Un giorno si svegliò con un Diavolo che stava seduto ai piedi del suo letto. Il Diavolo con in mano un violino. Lui gli chiese cosa ci facesse lì. E Satana gli rispose che gli avrebbe insegnato una melodia così perfetta, così divina che avrebbe pianto per la sua bellezza. Tutto ciò che chiedeva in cambio era una singola anima. Ora, quando il compositore si svegliò la mattina dopo, il Diavolo non c’era più. Tartini prese la penna e scribacchiò alcune note. Più di trecento anni dopo, le sue opere sono state dimenticate. Tutte tranne Il trillo del Diavolo.
(Nocturne)
Tuttavia, il cuore pulsante del film è Tartini.
Nel film compare esplicitamente il disegno del sogno di Tartini (il Diavolo ai piedi del letto). La protagonista, Juliet, trova uno spartito “maledetto” che le permette di suonare divinamente, ma che le chiede un prezzo di sangue.
Nocturne riprende di fatto l’idea di Hoffmann per cui l’arte richiede un sacrificio totale e Juliet, come il Barone (e come Tartini), cede la sua anima per una musica che “brilla” (letteralmente nel film!), ma che la consuma.
Ovvio, c’è qui un upgrade del mito: il Diavolo oggi non vuole solo l’anima, vuole il successo, la fama e l’essere “migliore di tua sorella”.
Perché leggere Hoffmann oggi?
Sarebbe un’eresia non farlo (ma è una nostra considerazione!). E se non hai mai letto niente del genere è il momento di recuperare perché:
- È l’origine di tutto: senza Hoffmann non avremmo Poe, non avremmo Lovecraft e non avremmo il thriller psicologico moderno.
- Fa paura in modo intelligente: non ci sono jumpscare. C’è l’inquietudine di non sapere cosa è vero (e quello prende di solito lo stomaco).
- È terribilmente attuale: in un mondo di social media dove tutti devono sembrare perfetti e “geniali”, la storia di un uomo che si crede un fenomeno ma è solo un mediocre è la satira più feroce che potrete leggere.
Che siate musicisti o semplici appassionati di storie oscure, “L’allievo di Tartini” vi ricorda una verità scomoda: a volte, i mostri peggiori non vivono sotto il letto, ma nella presunzione di essere speciali.