Il ritorno di Gustav Mahler

e altri scritti musicali

Di qusto

Stefan Zweig

Le Occasioni

traduzioni di Lorenza Venturi e Vittoria Schweizer

Anno :2017

Pagine :104

Prezzo :

ISBN :9788836815876


Quello di Stefan Zweig con la musica non è un rapporto occasionale, ma in qualche modo costitutivo della sua stessa ispirazione letteraria. Prova ne siano i numerosi riferimenti alla musica presenti nelle sue opere e gli stessi personaggi, a partire dalla Erika Ewald protagonista di una sua opera giovanile, fino alla collaborazione con Richard Strauss e alla stesura del libretto della Schweigsame Frau (La donna silenziosa). A questo proposito, anche l'amicizia con lo scrittore e musicologo Romain Rolland è di per sé significativa e il carteggio fra i due rivelatore delle comuni passioni. Del resto, Stefan Zweig, viennese, crebbe con gli idoli della Vienna della sua gioventù, come egli stesso ha ricordato nel suo splendido libro di memorie Il mondo di ieri: "Scorgere Gustav Mahler per strada era un evento da riferire come un piccolo trionfo personale ai compagni, e quando un giorno, fanciullo, fui presentato a Johannes Brahms e lui mi batté giovialmente sulla spalla, rimasi per alcuni giorni sconvolto dallo straordinario evento". E proprio Mahler ritorna in uno degli scritti musicali qui raccolti, l'appassionato omaggio a questo grande maestro di un'intera generazione di intellettuali, ricordato nell'ultimo periodo della sua vita ma anche, e soprattutto, nell'eco profonda che la sua scomparsa lasciava su chi aveva avuto la fortuna, se non di conoscerlo, almeno di ascoltarlo e di assistere alle sue direzioni d'orchestra.
Sono d'altra parte ben note le frequentazioni che Zweig ebbe con musicisti come Max Reger - che aveva messo in musica le sue prime poesie -, Maurice Ravel, Bela Bartok, Alban Berg, oltre a Bruno Walter, Ferruccio Busoni e Arturo Toscanini, che ritroviamo negli scritti raccolti nella presente edizione. Ma il più rilevante, almeno come mole, fra questi scritti, certamente il più celebre, è dedicato ad un compositore del passato, Georg Friedrich Haendel, e ad una sua opera in particolare, il Messia. Si tratta di un vero e proprio racconto 'musicale', nel quale Zweig ricostruisce la genesi del massimo dei capolavori del maestro tedesco, e la lotta fra vita e morte, fra suono e silenzio, fino al trionfo, al "miracolo della volontà", che rese questo oratorio un 'unicum' nella sua stessa produzione artistica, tanto che Haendel volle destinarlo ai fanciulli abbandonati.