Un intenso venire

Un intenso venire

Marisa Papa Ruggiero

Passigli Poesia

prefazione di Daniele Piccini

Anno :2017

Pagine :84

Prezzo :12,00€

ISBN :9788836815777


Marisa Papa Ruggiero vive e opera a Napoli. Inizia il suo percorso poetico alla fine degli anni Ottanta affiancandolo all’attività pittorica e all’insegnamento nei licei. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Terra emersa (1991), limite interdetto (1993), Origine inversa (prefazione di Mariella Bettarini, 1995), Campo giroscopico (1998), Persephonia (prefazione di Mario Lunetta, 2001), Passaggi di confine (2011), Di volo e di lava (prefazione di Giancarlo Pontiggia, 2013), Jochanaan (2015). Tra i lavori in prosa: Le verità bugiarde (2008) e alcuni libri d’artista. Dalla fine degli anni Novanta dà inizio alla sua attività critica in riviste e in siti web. Letture sceniche dei suoi testi sono stati rappresentati in siti archeologici (Napoli, Cuma, Bacoli, Siracusa). Le sono stati attribuiti diversi premi e segnalazioni di merito ed è stata tradotta in diverse lingue. È presente con testi poetici, opere verbo-visuali e prose d’arte in riviste italiane ed estere tra cui: Gradiva, Offerta speciale, Risvolti, Lettera internazionale, L’area di Broca, Poesia, Arte & carte, Caffè Michelangiolo, in blog letterari e in raccolte antologiche. È tra i fondatori di alcune riviste letterarie, tra le quali Levania, rivista di poesia edita a Napoli, di cui è attualmente redattrice.
«… Sono – le poesie di questa raccolta – delle stratigrafie, dei calchi, delle sismografie, delle rilevazioni materiali e materiche, che non si chiudono mai in un senso univoco, ma mimano e distendono un fatto che sta avvenendo, ancora, continuamente, come eco e prolungamento e continuazione di una ferita originaria.
La terra si cretta, si spacca, si apre in faglie, e nella frattura si produce un’energia sismica, tellurica, che è il vero centro, oscuro, di questa poesia. Inutile sarebbe infatti tentare degli addomesticamenti di un verbo così riluttante a ogni intesa, a ogni adescamento, a qualsiasi minuetto o tentativo di colloquio. Si tratta, invece, di un monologo ansioso e fermentante, anche dove trapeli o si accampi l’esistenza di un ‘tu’ complementare, sognato o evocato. Il corpo della terra, il corpo di carne si scambiano i ruoli e la scena. È sempre un sommovimento, uno smottamento, uno slittare di strati, un affondare di semi nel profondo, dove il destino si compie, avviene...»
Dalla prefazione di Daniele Piccini
Il papiro conserva la mente del fiume
e il fiume conosce la lingua dei voli
dei fibrosi pilastri regnanti
sul fiume, la turgida lingua narrata
al germoglio che s’alza nell’aria
leccando i lobi del sole che spinge
da dentro il suo verde,
la sua anima sposa del fiume