Una Lady Macbeth del distretto
di Mtsensk: oltre la Noia, il Sangue

L’opera di Nikolaj Leskov sullo schermo e a teatro.

Esistono opere che non si leggono. Una Lady Macbeth del distretto di Mtsensk di Nikolaj Leskov, nel crudo splendore dell’edizione Passigli, è un’opera che “esce dalle pagine” perché non parla di finzioni letterarie, ma di carne, fango e di quella fame di vita che, se repressa, diventa ferocia.

No, non è una storia di redenzione. Qui Katerina Izmajlova è la giovane sposa di un ricco mercante, prigioniera di una casa che è un mausoleo di noia. E quando il marito parte per affari, Katerina incontra Sergej, un lavorante cinico e seduttore, e ne diventa l’amante ossessiva… e un’assassina.

Tuttavia Lady Macbeth del distretto di Mtsensk non è semplicemente la storia di una donna che uccide, è qualcosa di più. È la natura umana che compressa in una stanza claustrofobica, fatta di tè e silenzi, sceglie la via dell’annientamento

C’è da domandarsi perché quest’opera, pur essendo stata scritta nel 1865, continui ad affascinarci, tanto da poterla rivedere spesso nel cartellone della Scala di Milano e nei film, come quello del 2016, diretto da William Oldroyd.

Lo Scacchiere di Mtsensk e il fango del Realismo Russo

Se Hugo con I Miserabili (1862) indaga la sventura sociale come motore di ingiustizia, e i naturalisti francesi vivisezionano l’uomo come un esperimento biologico, i russi danno al Realismo un’estetica più “sporca” e materica.

Autori come Leskov, Turgenev o il primo Dostoevskij hanno il bisogno di mostrarci i meccanismi interni che precedono gli eventi: il fango delle strade, la povertà nelle case e, soprattutto, l’oppressione psicologica delle classi subalterne.

Per questo, Il distretto di Mtsensk è l’esempio perfetto: impregnato da quell’atmosfera “sporca” e provinciale, fatta di Skaz (una narrazione orale, quasi popolare) e di ambienti stagnanti, Mtsensk è una morsa che schiaccia le ossa; sabbie mobili che impediscono ai personaggi di sollevarsi, costringendoli a guardare solo verso l’abisso.

Katerina è murata viva in una casa dove il tempo è scandito dal rumore della pioggia e dall’autorità di un suocero violento e un marito inetto. 

Uccide perché il delitto è l’unico atto creativo che le è concesso, e ogni omicidio diventa – per lei – un mattone rimosso dalla parete della sua cella.

Una Lady Macbeth senza Trono

Ma perché evocare Shakespeare? 

Se la Lady Macbeth scozzese agiva per ambizione politica, Katerina L’vovna Izmajlova agisce per un’ambizione ancora più radicale: l’esistenza. 

Paragonabile forse più alla Emma Bovary di Flaubert per la noia claustrofobica, o alla Thérèse Raquin di Zola per l’inesorabilità del delitto, Katerina si distingue perché non cerca il lusso, ma il respiro

In lei la “Lady” non è un titolo nobiliare, ma il marchio di una crudeltà che Leskov definisce “diretta”, priva di filtri morali, nata nel vuoto di una provincia russa desolante.

Tuttavia, e qui ci perdonerete per il paragone, il legame più profondo è con Medea. Come l’eroina greca, Katerina è una “straniera” morale che distrugge ogni legame sacro – la famiglia, il matrimonio, persino la sacralità dell’infanzia – per un uomo che non la merita. E una volta tradite, non si limitano a soffrire: radono al suolo il mondo. 

Il Motore Oscuro: Sergej

Tuttavia, non si può comprendere Katerina, senza estrarre da quello stagno di inerzia, la figura di Sergej, il vero catalizzatore del disastro

Sergej è uno dei tanti lavoratori della casa di Katerina. Lei lo vede “per noia” o “per quel non saper cosa fare” (che è altrettanto deleterio); lui la vede come la sua possibilità di avanzare in una scala gerarchica. 

Il suo raggiro è sottile: egli intercetta la noia di Katerina e la trasforma in una dipendenza carnale e dopo psicologica

Tra i due non c’è il sentimento nobile del romanticismo: Katerina ha bisogno di lui in quanto è la sua occasione per essere libera; e Sergej ha bisogno di lei perché è il solo modo per avere le chiavi della casa dei mercanti. 

È lui che muove ogni pedina, che insinua il dubbio e la necessità del sangue, usando il sesso come un’arma di seduzione e controllo. Katerina è abbagliata da una passione che in quel momento le dà “ossigeno”, senza accorgersi che Sergej la sta spingendo a “rompere la sua gabbia” solo per sedersi al posto del suo padrone. 

Dal teatro al cinema: Lady Macbeth del distretto di Mtsensk

È questa dinamica tossica che affascinò Dmitrij Šostakovič. Il compositore mise in scena l’opera non per condannare Katerina, ma per “assolverla” musicalmente, descrivendo l’ambiente circostante come un coro satirico e grottesco. 

Per Šostakovič, Katerina è l’unica macchia di colore in un mondo grigio e brutale, una vittima trasformatasi in carnefice.

Anche nel film di William Oldroyd, l’attrice Florence Pugh restituisce una Katerina (Katherine) granitica. 

Oldroyd ha dichiarato in diverse interviste che l’obiettivo era mostrare la “logica dell’imprigionamento”: la cinepresa è fissa per far sentire al pubblico che la violenza è l’unica progressione naturale. Il rifiuto di subire in silenzio rende l’opera profondamente perturbante.

Riflessione: La Lady Macbeth di Mtsensk può esistere oggi?

La vera domanda è: possiamo trasformarci in Lady Macbeth di Mtsensk… e forse la risposta ci fa tremare.

Certo, non viviamo più (in Occidente) nel sistema mercantile dei servi della gleba, ma le fondamenta del dramma di Katerina sono universali e contemporanee. Oggi la Lady Macbeth di Mtsensk sopravvive in ogni contesto di isolamento radicale

Esiste nelle periferie degradate, nei contesti di violenza domestica dove il “patriarcato” non è più una legge scritta ma un’oppressione culturale invisibile e psicologica. Esiste ovunque il desiderio di autodeterminazione di una donna venga represso fino a esplodere in una patologia distruttiva.

Katerina è effettivamente perturbante perché ci ricorda che l’essere umano, se privato di uno scopo e di una dignità, diventa un predatore

Perché leggere l’edizione Passigli?

Leskov è il “meno russo” dei russi per brevità e il “più russo” per intensità. In meno di cento pagine, troverete un ritmo che anticipa il miglior cinema noir. Si distingue per quella capacità di non dare tregua, di non perdersi in sermoni morali ma di lasciar parlare i fatti, il sangue e il ghiaccio. 

Leggerlo significa scoprire come un cuore umano, messo sotto una pressione insopportabile, possa esplodere con la potenza di una tragedia antica. È un’opera necessaria per chiunque voglia capire fino a dove può spingersi l’anima quando decide che non ha più nulla da perdere.

Lascia un commento

Il libro

Copertina del libro Una Lady Macbeth del distretto di Mtsensk di Nikolaj Leskov
Le Occasioni

Nikolaj Leskov

Una Lady Macbeth del distretto di Mtsensk

L’opera di Nikolaj Leskov sullo schermo e a teatro. Esistono opere che non si leggono. Una Lady Macbeth del distretto di Mtsensk di Nikolaj Leskov, nel crudo splendore dell’edizione Passigli, è un’opera che “esce dalle pagine” perché non parla di finzioni letterarie, ma di carne, fango e di quella fame di vita che, se repressa, diventa ferocia. No, non è […]

Potrebbero interessarti

Ivan Turgenev Diario di un uomo superfluo
Le Occasioni

Ivan Turgenev

Diario di un uomo superfluo

Fedor Dostoevskij Un cuore debole
Le Occasioni

Fedor Dostoevskij

Un cuore debole

Le Occasioni

Lev Tolstoj

Il diavolo

Operazione finanziata dal DECRETO INTERMINISTERIALE 19 Novembre 2021 e Decreto Direttoriale MISE N. 1742 del 30/05/2022 "Fondo Imprese Creative capo II”