Libri sulla gelosia: quelle pulsioni umane che alla luce d’una lampada diventano ombre

Non è facile scrivere di gelosia, alle volte, anche parlarne. Si dice che gli scrittori rubino la vita degli altri per mettere su carta quelle pulsioni umane che alla luce d’una lampada diventano ombre. Per questo abbiamo selezionato cinque autori – Marcel Proust, Colette, Heinrich Mann, James Joyce, Eduard von Keyserling – che ci accompagneranno in questo lungo labirinto, in cui la gelosia non può prescindere dall’egotismo, dal narcisismo e dall’autodistruzione.

Gelosia sotto la lente di Sigmund Freud

La gelosia, per Freud, è una costellazione emotiva antica, che si accende là dove desiderio, paura e memoria si intrecciano. Ne distingue tre forme:

La prima è la gelosia normale, o competitiva. Nasce dal vecchio dramma edipico, quando il bambino teme di perdere l’affetto della figura amata a favore di un rivale più forte. Nell’adulto questa tensione riaffiora come una ferita al proprio orgoglio, insieme a un misto di tristezza e ostilità verso chi minaccia il legame. In questa forma di gelosia c’è però anche una voce che punta il dito verso se stessi, come se la perdita fosse sempre un po’ colpa nostra.

La seconda è la gelosia proiettiva, che si comporta come uno specchio deformante. Desideri proibiti, fugaci fantasie di tradimento o piccoli impulsi che non vogliamo riconoscere vengono spinti nell’ombra. Per liberarsene, la mente li lancia sul partner: “Non sono io a tradire, è l’altro”. È un trucco di sopravvivenza psichica, certo, ma può trasformarsi in una miccia accesa che incendia il rapporto.

Infine c’è la gelosia delirante. Qui la proiezione diventa totalizzante, si fa certezza incrollabile. Il sospetto non è più un lampo: l’altro tradisce, senza dubbio, senza prova. È una gelosia che non ascolta, non vede, non si lascia convincere. Diventa un’ossessione che avvolge tutto, come una nebbia che non si dirada.

Oltre Freud, molti altri analisti si sono confrontati con il mistero della gelosia. Per Melanie Klein e Joan Riviere è un bisogno incessante di prove e rassicurazioni d’amore, contro il vuoto interiore e contro gli impulsi più oscuri, come rabbia e odio. In questa luce, la gelosia si mostra come difesa, un rifugio fragile di fronte alla paura di perdere chi amiamo e alla consapevolezza della propria aggressività.

Dal punto di vista della psicologia evoluzionista, invece, la gelosia non è malattia né errore della mente: è risposta naturale, radicata nella sopravvivenza e nella cura dei legami affettivi. È un meccanismo che avverte, protegge e preserva, una sentinella che vigila sulle relazioni contro minacce esterne.

Tra queste prospettive, la gelosia si rivela una figura sfaccettata: emozione quotidiana e insieme sintomo di dinamiche profonde, istinto e vulnerabilità, paura e desiderio. 

5 romanzi sulla gelosia dal catalogo Passigli Editori

Precauzione inutile di Marcel Proust

Copertina Libro Marcel Proust Precauzione inutile ((5° volume de À la recherche du temps perdu)“Il lettore ha qui il più bel romanzo d’amore di Marcel Proust, o, più precisamente, il più significativo episodio della lunga autobiografia romanzata (quindici volumi) cui lo scrittore ha dato il titolo Alla ricerca del tempo perduto”.

Precauzione inutile, consegnato da Proust nell’autunno del 1922 alle Oeuvres libres di Fayard e presentato come “un romanzo inedito e completo”, è una versione abbreviata de La prigioniera (quinto volume della Recherche), ma funziona perfettamente anche come opera autonoma. Il romanzo racconta la storia del giovane Marcel e della sua relazione con Albertine, una donna misteriosa e affascinante, tra passione, possessività e sospetto. La trama segue Marcel mentre lotta con la gelosia e l’insicurezza e mentre osserva ogni gesto della donna con un’attenzione quasi ossessiva. La gelosia, diventata protagonista assoluta, viene descritta come “una di quelle malattie intermittenti la cui causa è capricciosa, imperativa, sempre identica nello stesso malato, talvolta completamente diversa in un altro”.

 

L’Angelo Azzurro di Heinrich Mann

Angelo Azzurro - Heinrich Mann | Passigli NarrativaIn L’Angelo Azzurro, Heinrich Mann racconta la discesa del rigido e rispettabile professor Unrat nell’abisso della gelosia. Tutto ha inizio con la sua ossessione per la giovane e spregiudicata cantante e ballerina Fröhlich, dell’Angelo Azzurro, che conosce a causa dei suoi alunni, tre dei quali innamorati di lei. Ma la gelosia di Unrat non si limita alla donna amata: si estende a chiunque osi frequentare il locale. Ogni sguardo, ogni gesto sospetto diventa motivo di inquietudine, di odio soprattutto verso i suoi alunni.

Heinrich Mann mette in scena con maestria l’inevitabile conflitto tra rigore morale e desiderio carnale, che distrugge l’Unrat accademico lasciando un caos di sentimenti. Ma, per Mann, la gelosia è anche e soprattutto l’incapacità di accettare la libertà altrui. Tra scene che sfiorano la farsa e scivolate nel tragico, resta lì una domanda scomoda: è più sopportabile il pizzicore dell’invidia o il peso soffocante della paura di perdere ciò che, a torto, consideriamo nostro?

La gatta di Colette 

Copertina del Libro "La Gatta" di ColetteIn La gatta, Colette mette in scena un triangolo domestico unico e sorprendentemente teso: Alain, la moglie Camille e… Saha, la gatta dal pelo argenteo che domina emotivamente la vita della coppia. Alain è un uomo sensibile e viziato, profondamente legato a Saha, che è per lui confidente, eco dei ricordi e legame con il passato. Quando Camille entra nella sua vita, la convivenza si trasforma rapidamente in una battaglia di gelosie: la giovane moglie deve confrontarsi non solo con il marito, ma con la presenza invadente della gatta.

Colette racconta con sottile ironia e acutezza psicologica la guerra di sguardi, le ripicche e le tensioni quotidiane tra Camille e Saha. La gelosia della donna emerge in modo quasi palpabile: ogni carezza ad Alain, ogni movimento della gatta diventa motivo di inquietudine e di rivalità.


Il padiglione cinese di Eduard von Keyserling

Copertina del libro di Eduard von Keyserling Il padiglione cineseIn Il padiglione cinese, Eduard von Keyserling racconta una storia di desideri, passioni e gelosie all’interno di un mondo aristocratico in declino. Günther von Tarniff, giovane aristocratico baltico, sposa Beate, la sua amica d’infanzia, e cerca una vita tranquilla nel castello di Kaltin. Ma il ritorno inatteso di Mareile, la figlia del fattore e vecchia compagna di giochi dei due coniugi, sconvolge l’equilibrio: diventata una celebre e bellissima cantante, Mareile cattura l’attenzione di Günther, che si innamora di lei, dando inizio a una relazione segreta e ardente.

Beate diventa così protagonista di una gelosia intensa e complessa: non si tratta solo di paura di perdere il marito, ma anche della sfida di confrontarsi con una donna che incarna fascino, libertà e successo. Keyserling descrive con straordinaria finezza psicologica il tormento di Beate, il senso di impotenza e la lenta erosione della sua tranquillità, mostrando come la gelosia possa trasformarsi in dolore sottile e persistente.

Esuli di James Joyce 

Copertina del libro di James Joyce EsuliEsuli, unico lavoro teatrale di James Joyce, è un dramma intenso e tagliente che esplora i turbamenti della passione, la fragilità dei legami e la gelosia patologica del protagonista. La trama, pur essendo centrata su un triangolo sentimentale, si dipana soprattutto nell’analisi psicologica: il desiderio inarrestabile dei personaggi spezza e ricompone equilibri delicati, insinuando sospetti, dubbi e timori di infedeltà. La gelosia del protagonista diventa quasi fisica, ossessiva, trasformando ogni gesto e ogni parola della donna amata in motivo di tormento.

Joyce rinuncia alle convenzioni teatrali tradizionali per restituire la complessità emotiva dei personaggi: ogni dialogo, ogni silenzio, ogni esitazione aggiunge nuovi livelli di significato, senza mai chiarire pienamente chi tradisca e chi sia tradito. La gelosia patologica si intreccia così con l’incertezza e la paura di riaprire il cuore a un altro amore, facendo del dramma una profonda meditazione sul desiderio, sul controllo e sulle ferite emotive che l’amore può infliggere.

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