Sinossi
Piero Gobetti fu tra i primi grandi avversari di Mussolini e del mussolinismo. Nell’arco della sua breve vita fondò tre riviste (tra cui «La Rivoluzione Liberale») e una casa editrice, dove esordì anche Eugenio Montale con Ossi di seppia.
Le nevi di Gobetti ripercorre gli ultimi giorni di vita del prodigioso e indimenticabile intellettuale, scomparso esule a Parigi nel 1926, neanche venticinquenne. Era partito da Torino, la sua città, il 3 febbraio. Morirà nella capitale francese neanche due settimane dopo.
Il libro di Quaranta, dedicato al suo viaggio finale, è l’occasione per disegnarne la biografia intellettuale attraverso le figure che gli furono accanto come maestri e amici: da Luigi Einaudi a Carlo Levi, da Felice Casorati a Francesco Ruffini, da Natalino Sapegno a Luigi Salvatorelli, da Antonio Gramsci a Gaetano Salvemini.
L’autore
Bruno Quaranta (Torino, 1953) si è formato come giornalista a «Il Giornale» di Indro Montanelli. Per trent’anni a «La Stampa», come redattore e critico letterario di «Tuttolibri», attualmente collabora con le pagine culturali di «La Repubblica». È tra i curatori dell’opera omnia di Giovanni Arpino pubblicata da Rusconi. Tra i suoi libri: Stile Arpino. Una vita torinese (Sei) e Una città per Proust (Hacca). Fra i volumi che ha curato: per l’editore Aragno Il malpensante di Arturo Carlo Jemolo, La pazienza della storia di Luigi Salvatorelli, Riflessioni su Piero Gobetti di Manlio Brosio, I miei libertini di Arrigo Cajumi e Risposta a Monsignore di Franco Cordero; per l’editore Passigli D’improvviso l’Italia di Franco Antonicelli, oltre alla prefazione della raccolta di Cesare Pavese Lavorare stanca e altre poesie.




