Disponibile dal 15 maggio 2026
Fëdor Dostoevskij
Cronaca di Pietroburgo
A cura di Elisa Baglioni
10,00 €
Sinossi
Nato a Mosca nel 1821, Fëdor Dostoevskij arriva a Pietroburgo a soli sedici anni, e la città diventa ben presto il principale teatro delle sue opere maggiori, a partire dal suo straordinario esordio, il romanzo epistolare Povera gente (1846), e dal «romanzo sentimentale» Le notti bianche (1848). Questa sua Cronaca di Pietroburgo, apparsa sugli «Annali di San Pietroburgo» dall’aprile al giugno del 1847, ci presenta un ritratto a tutto tondo della città «più premeditata e astratta al mondo» (così il narratore nelle Memorie dal sottosuolo): dalle sue vie alle piazze, dalle sue manifestazioni agli abitanti con i loro tic culturali, spesso in quello stile ironico e a volte grottesco, molto devoto a Gogol’, che ben conoscono i lettori soprattutto delle prime opere di Dostoevskij. In questa Cronaca, come scrive Elisa Baglioni nella prefazione, «emergono le idiosincrasie e la posizione ideologica dello scrittore, che si sofferma con toni ironici sulla proverbiale indolenza russa e sulle differenze tra il carattere pietroburghese e moscovita, senza risparmiare critiche pungenti, talvolta astiose, al mondo letterario» a lui contemporaneo
… C’è una ragione se dicono che Pietroburgo è una città così europea, così affaccendata. Pietroburgo ha fatto talmente tanto che merita la tranquillità e il riposo delle sue dacie e dei suoi boschi; ha proprio bisogno del bosco, almeno d’estate. È solo a Mosca che “ci si riposa prima di fare”. Pietroburgo riposa dopo aver fatto. Raccoglie le idee passeggiando ogni estate; forse comincia già a riflettere su come tenersi impegnato l’inverno successivo. Sotto questo aspetto somiglia assai a quel letterato che, in realtà, non ha scritto nulla di suo ma il cui fratello è da una vita che intende scrivere un romanzo…







