Sinossi
Se universalmente nota è la poesia di Pablo Neruda, meno conosciute sono invece le prose, e in particolare le brevi prose qui riunite, che precedono i due grandi volumi memorialistici usciti postumi. Ma proprio queste prose sono un terreno privilegiato per avvicinarsi al cuore dell’uomo Neruda, alle ragione e soprattutto alle fonti della sua grande poesia, perché, come scrive Giuseppe Bellini nell’introduzione, «Neruda, legato intimamente al mondo nativo, suo interprete appassionato, divorato dalla nostalgia di un territorio d’acque e di boschi… mantiene costantemente attivo un filo del cuore con le piovose solitudini del Sud».
«Il cuore dei poeti è, come tutti i cuori, un interminabile carciofo, ma in esso non ci sono solo foglie per donne di carne e ossa, per amori veri o sogni persistenti, bensì per tutte le tentazioni della vita, anche per la vanità».







