Forrest Reid è il dio del giardino della Letteratura Uraniana e LGBTQI+

Preparati perché stiamo per presentarti il prossimo libro che comprerai. Se hai amato le atmosfere rarefatte, liriche e nostalgiche di Chiamami col tuo nome, il film diretto da Luca Guadagnino, preparati a fare un viaggio indietro nel tempo di oltre un secolo. 

C’è una gemma della letteratura LGBTQI+ che aspetta solo di essere riscoperta: Il dio del giardino. Storia di due ragazzi (The Garden God. A Tale of Two Boys), il capolavoro dello scrittore nordirlandese Forrest Reid.

Ora immagina la luce dorata di un’estate senza fine, la tensione sottile di uno sguardo condiviso tra la natura incontaminata, la bellezza travolgente e la malinconia del primo amore giovanile. 

Forrest Reid: storia di uno scrittore invisibile e della Letteratura Uraniana

Forrest Reid è il dio del giardino della Letteratura Uraniana. Nato a Belfast nel 1875 da una famiglia protestante di classe media e rimasto orfano di padre in tenera età, Reid visse un’infanzia segnata da un profondo senso di isolamento che avrebbe plasmato l’intera sua produzione letteraria. Formatosi al Christ’s College di Cambridge e autore di ben sedici romanzi, due autobiografie e importanti studi critici, Reid scelse di condurre un’esistenza schiva e ritirata nella sua casa al numero 12 di Ormiston Crescent a Belfast, lontano dai riflettori della vita mondana.

Per comprendere appieno la portata della sua opera occorre immergersi nel concetto di letteratura uraniana. Questa corrente letteraria fiorì in Gran Bretagna tra il 1870 e il 1930 ad opera di un gruppo di scrittori e poeti che celebravano l’amore omoerotico tra uomini e giovani in chiave idealizzata, intrisa di richiami alla Grecia classica, al panteismo e al platonismo. Il termine Uranian affonda le sue radici nella Venere Urania del Simposio di Platone, protettrice dell’amore celeste e spirituale contrapposto a quello volgare o terreno. Fu il giurista tedesco Karl Heinrich Ulrichs, nel 1862, a coniare il vocabolo Urning per descrivere l’attrazione tra persone dello stesso sesso, parola da cui nacque poi la definizione del movimento letterario. La letteratura uraniana, di cui Reid fu portavoce, era un fenomeno prevalentemente maschile, focalizzato sulla purezza dell’affetto adolescenziale, sulla nostalgia e sulla fusione armonica con la natura.

La trama e l’estetica di The Garden God

Il dio del Giardino è un romanzo di Forrest Reid edito da Passigli EditoriPubblicato originariamente a Londra nel 1905 dall’editore David Nutt, The Garden God è una novella breve di circa sessanta o settanta pagine, ma dalla potenza emotiva straordinaria. La vicenda ruota attorno a Graham Iddesleigh, un ragazzo di quindici anni, introverso e sognatore, che coltiva nel cuore la visione immaginaria di un dio greco del passato. Mandato in un collegio maschile, Graham incontra Harold Brocklehurst, un compagno di studi che sembra la perfetta incarnazione terrena del suo sogno divino.

Il testo va ben oltre il semplice racconto di camerateria scolastica, Reid mette in scena un amore tra ragazzi concepito come un’esperienza totalizzante, spirituale, sensuale e dolorosa. Il confine tra sogno e realtà si annulla per diventare estasi della vicinanza e della scoperta reciproca

“To feel his companion close beside him, and to be alone with him like this, gave Graham an exquisite pleasure.”

Tuttavia, l’amore di Reid è un percorso segnato da “the ecstasy and sorrow of love…” (l’estasi e il dolore dell’amore) che trasforma il racconto di formazione in una commovente elegia sul lutto, sulla perdita dell’innocenza e sulla perennità del ricordo.

L’ombra del processo a Oscar Wilde e il confronto tra due autori

Per comprendere il coraggio di Reid nel pubblicare un’opera del genere nel 1905, bisogna ricordare che soli dieci anni prima, nel 1895, si era consumato il drammatico processo e la condanna al carcere di Oscar Wilde. Quello scandalo aveva reso qualsiasi associazione pubblica con l’omosessualità estremamente rischiosa sul piano sociale, penale e professionale nell’Inghilterra tardo-vittoriana ed edoardiana.

Sebbene sia Wilde che Reid fossero autori irlandesi impegnati nel dare voce al desiderio omoerotico, le loro figure rappresentano due poli opposti della storia queer. Oscar Wilde fu un dandy pubblico, una figura brillante e provocatoria dei salotti letterari che sfidò apertamente le convenzioni morali dell’epoca, finendo per diventare il simbolo e la vittima della persecuzione omofoba. Forrest Reid, al contrario, scelse la riservatezza. Mantenne una facciata borghese e rispettabile, vivendo una vita tranquilla scandita dalle sue passioni per l’opera, la letteratura, il collezionismo e il croquet. Mentre Wilde ne Il ritratto di Dorian Gray usava un linguaggio codificato e venato di estetismo decadente, Reid preferì trattare l’amore tra ragazzi in una chiave nostalgica, panteistica e platonica, rimanendo in una zona grigia che gli permise di evitare gli scandali pubblici pur pubblicando testi di rara audacia sentimentale.

La ferita di Henry James e la delusione di Forrest Reid

L’uscita di The Garden God fu segnata da un episodio biografico doloroso per Reid, che illustra perfettamente il clima di terrore e censura dell’epoca. Nel 1904, il ventinovenne Reid, ancora poco conosciuto, aveva inviato una copia del suo primo romanzo, The Kingdom of Twilight, a Henry James, uno dei più celebri e rispettati scrittori del tempo nonché suo idolo letterario. James aveva risposto con grande calore ed entusiasmo, incoraggiando il giovane scrittore nordirlandese.

Forte di quell’approvazione, Reid chiese a James il permesso di dedicargli la sua opera successiva. James acconsentì con piacere. Ma quando nel 1905 ricevette la copia di The Garden God e ne lesse i contenuti omoerotici, la reazione del vecchio maestro fu drammatica. In preda al panico da scandalo nel clima inquisitorio post-Wilde, James si sentì inorridito e terrorizzato dall’idea di essere associato pubblicamente a una storia d’amore tra ragazzi. Scrisse a Reid una lettera estremamente dura e severa, interrompendo immediatamente ogni contatto e chiudendo la loro amicizia. Per il giovane Reid, che vedeva in James un mentore e un punto di riferimento, quel rifiuto fu una delusione straziante che accentuò la sua diffidenza verso l’ambiente letterario di Londra, spingendolo a rifugiarsi ancora di più nel suo isolamento a Belfast.

L’eredità letteraria, E.M. Forster e la riscoperta contemporanea di Reid

La porta chiusa da Henry James si riaprì anni dopo sotto forma di un’amicizia ben più profonda e feconda: quella con E. M. Forster. Conosciutisi nel 1912, Reid e Forster svilupparono un legame duraturo testimoniato da ben 217 lettere conservate presso gli archivi della Queen’s University di Belfast. Forster non solo non si scandalizzò per le tematiche di Reid, ma fu profondamente influenzato da The Garden God. Gli studi critici dimostrano infatti come la novella di Reid abbia contribuito in modo determinante a modellare la rappresentazione delle relazioni maschili e la ricerca di identità all’interno di Maurice, il celebre romanzo omoerotico di Forster. Fu proprio Forster a dedicare a Reid l’opera Following Darkness e, dopo la sua morte nel 1947, a scrivere un commovente elogio funebre definendolo l’uomo più importante di Belfast, anche se Belfast non lo aveva mai davvero compreso.

Oggi, The Garden God sta vivendo una felice stagione di riscoperta (puoi comprarlo su Amazon). Case editrici come Passigli Editori hanno pubblicato il libro inserendolo tra i classici imprescindibili della letteratura e persino podcast di approfondimento come l’episodio Full Bloom del 2021 continuano a celebrare questa breve opera come una riflessione tenera, coraggiosa e poetica sull’adolescenza e sul desiderio. 

Forrest Reid ci ha consegnato un ritratto d’amore puro e senza tempo che continua a parlare ai lettori moderni con la stessa sconvolgente bellezza di una canzone d’estate.

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