Sinossi
In seguito a un’immaginaria terza guerra mondiale scoppiata subito dopo la conclusione della seconda, l’Europa viene invasa dalle truppe sovietiche. L’Italia ora è diventata la “Repubblica Proletaria d’Italia” e Palmiro Togliatti, segretario del PCI, il suo “Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo”. È in questo contesto distopico che il protagonista – lo stesso Malaparte –, rientrato dalla Francia nel tentativo di raggiungere la sua casa a Capri, viene arrestato e rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli. Lì incontra Alcide De Gasperi, anche lui detenuto, che lo informa su quanto è accaduto nel Belpaese: subito dopo l’invasione, in perfetto stile italiano, tutti si sono professati comunisti e ben adeguati al nuovo regime, che nei suoi riti e nelle sue caratteristiche tanto somiglia a quello mussoliniano.
In un susseguirsi di situazioni paradossali che vedono come protagonisti molti illustri personaggi di quegli anni, Malaparte realizza un originale romanzo di fantapolitica dove alla condanna del comunismo di stampo sovietico si unisce una sferzante ironia nei confronti del popolo italiano, da sempre pronto a mutare casacca e a osannare il vincitore di turno.
Apparso a puntate nel 1949 sulla rivista «Tempo» e successivamente in volume, “Storia di domani” è, come ricorda Laforgia nella sua accurata prefazione, un «prodotto naturale delle paure che attraversarono l’Italia e l’Europa nel secondo dopoguerra», e offre un realistico quadro di alcuni tratti fondamentali della politica italiana, dove anche quando tutto sembra cambiare, tutto resta uguale.
L’Autore
Curzio Malaparte, al secolo Kurt Erich Suckert (Prato, 1898 – Roma, 1957) è stato uno dei protagonisti di maggior rilievo della scena letteraria italiana ed europea della prima metà del Novecento. Personalità estrosa, poliedrica e di grande statura intellettuale, ha legato il suo nome a opere di saggistica, narrativa e teatro che ebbero un successo clamoroso, anche al di là dei confini nazionali. Con la rivista «Prospettive», da lui fondata e diretta nel 1937, ha contribuito a dare un taglio più internazionale alla cultura italiana. Tra le sue opere, che hanno recentemente conosciuto uno nuovo forte risveglio di interesse, ricordiamo “Tecnica del colpo di Stato” (uscito in Francia nel 1931), “Kaputt” (1944), “La pelle” (1949) e “Maledetti toscani” (1956). Presso la Passigli Editori, oltre ai racconti della raccolta “Sangue”, apparsa in questa stessa collana, sono già stati pubblicati “Febo, cane metafisico”, “Muss. Ritratto di un dittatore”, “Viaggio in Etiopia e altri scritti africani”, “Viva Caporetto! La rivolta dei santi maledetti” e “Italia barbara”.
Il Curatore
Enzo R. Laforgia si è a lungo occupato di storia dell’Italia contemporanea, di storia del movimento di liberazione, dell’organizzazione della cultura in età fascista. Tra le sue ricerche spiccano i numerosi studi dedicati a Curzio Malaparte, pubblicati in Italia, in Francia e negli Stati Uniti; tra questi, “Viaggio in Etiopia e altri scritti africani” (Passigli, 2019) e “Malaparte scrittore di guerra” (Vallecchi, 2011). Nel 2025, ha pubblicato per l’editore People il saggio “Quando il fascismo dettava la dieta. La propaganda a tavola tra sovranità alimentare e autarchia”.








