Parole e visioni per comprendere che cos’è la pace e come costruirla
Conflitti laceranti, polarizzazioni politiche, inquietudini globali.
La parola “pace” – una parola storica, densa di significato – sembra sempre più urgente e necessaria, irriducibile all’oblio.
Allo stesso tempo, tuttavia, il termine pace delinea orizzonti che appaiono sempre più lontani rispetto alle dinamiche reali delle relazioni internazionali e allo sviluppo delle società nel mondo contemporaneo..
Ma che cos’è la pace, davvero? Cosa vuol dire pace, in concreto? E soprattutto: dove comincia la pace, nella vita quotidiana, nei linguaggio collettivi, nei dibattiti pubblici o nei programmi politici?
Il libro La parola pace. L’utopia che deve farsi realtà, realizzato a cura dell’intellettuale e parlamentare Gianni Cuperlo e pubblicato nel nostro catalogo, tenta di rispondere in modo brillante e non superficiale a queste domande.
Domande complesse e ineludibili.
Che ne dici? Approfondiamo insieme!
Pensieri sulla pace: una riflessione plurale
La pace non è soltanto l’assenza di guerra.
Non è una tregua tra due conflitti, né un silenzio imposto dalle armi.
È una condizione attiva, una costruzione quotidiana che prende forma attraverso gesti, parole, scelte e relazioni.
Se dovessi chiederti cosa si intende per pace, o come vivere in pace, potresti allora risponderti così: la pace è prima convivenza civile, è rispetto delle differenze, è riconoscimento dell’altro/a come soggetto pieno, portatore di diritti e di doveri.
La pace è pluralità di significati, tensione etica e orizzonte condiviso.
Per questo i pensieri sulla pace accompagno la storia dell’umanità, la sua evoluzione e i suoi traumi, le sue trasformazioni e i suoi crocevia.
Numerosi pensatori hanno dedicato pagine profonde alla riflessione sulla pace.
Per fare alcuni esempi, Immanuel Kant, alla fine del Settecento, ha immaginato un nuovo ordine giuridico fondato sulla cooperazione tra Stati e sul rispetto dei diritti.
Bertrand Russell, nel Novecento, ha messo in campo la sua sensibilità di filosofo per denunciare le guerre e sostenere il disarmo, con una visione lucida e razionale.
In Italia, sempre nel XX secolo, Norberto Bobbio ha analizzato la pace come valore politico e giuridico, legandola alla giustizia, alla democrazia e ai diritti umani.
Le loro idee convergono su un punto essenziale: la pace non è un’utopia astratta ma un progetto concreto da realizzare sulla spinta di una volontà collettiva.
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Cos’è la guerra e perché la pace va costruita
La pace è dunque un processo in divenire, non uno stato di inerzia, e come tale va avviato, alimentato, gestito.
E sì, questo progetto – senz’altro di largo respiro – va continuamente legittimato.
La stessa espressione “pace” non può essere ridotta a una definizione unica, perché si manifesta in forme diverse: nella politica, nell’educazione, nella cultura.
La pace è insomma un principio guida, un valore che orienta, una visione che ispira gli esseri umani in determinate situazioni storiche e in precisi contesti sociali.
Per comprendere la pace, e tutte le frasi sulla pace scritte e riscritte nel corso degli anni, occorre poi interrogarsi anche sul suo opposto: la guerra.
La pace non nasce nel vuoto, ma nel confronto con la violenza, con la distruzione, con la negazione dell’umano.
È nella memoria delle guerre, e nell’analisi storica sulle loro cause e conseguenze, che si trova il seme della consapevolezza.
Solo chi conosce il passato – e conoscere non significa solo ricordare, rievocare o celebrare – può costruire un futuro diverso.
Un futuro in cui si arrivi, proprio a partire dai pensieri sulla pace, a ripensare e rafforzare le relazioni tra individui, comunità e nazioni.
Un futuro in cui la pace non sia più solo un ideale astratto, ma una pratica concreta sostenuta da valori condivisi, educazione al dialogo, attenzione alla giustizia sociale.
Sotto questo profilo, le stesse parole e gli stessi concetti che usiamo per descrivere il mondo che ci circonda influenzano il modo in cui lo viviamo ogni giorno.
Per questo – anche per questo, forse proprio questo – il libro che abbiamo pubblicato nella collana Biblioteca Passigli può rivelarsi davvero prezioso.
Un libro sulla pace, un volume sul nostro tempo
Con gli interventi di filosofi, giornalisti, accademici, attivisti e figure della società civile, il libro La parola pace. L’utopia che deve farsi realtà invita lettori e lettrici a riflettere su cos’è la pace, cosa ci insegna la pace e come si costruisce la pace – anche in un’epoca segnata dal ritorno della guerra.
Su come promuovere la pace nel mondo e su che cos’è la libertà quando è vissuta in armonia con gli altri.
Il volume nasce da un’iniziativa promossa dall’associazione Promessa Democratica, che ha organizzato un convegno presso la Fondazione Feltrinelli di Milano.
Tra i relatori:
- Romano Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione Europea
- Lucia Annunziata, giornalista e analista politica
- Padre Iyad Twal, vicerettore dell’Università di Betlemme e sacerdote del Patriarcato Latino di Gerusalemme
- Elda Baggio, vicepresidente di Medici Senza Frontiere
- Massimiliano Tarantino, direttore della Fondazione Feltrinelli
- Nadia Urbinati, politologa e docente alla Columbia University
- Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico
- Lella Costa, attrice e attivista
- Marco Damilano, giornalista e scrittore
- Alba Bonetti, presidente della sezione italiana di Amnesty International
- Lorenzo Guerini e Giuseppe Provenzano, ex ministri della Repubblica
Una pluralità di voci su un tema cruciale: la pace come orizzonte.
Un libro sul nostro tempo, insomma, sulle sue contraddizioni e sulle sue possibilità.
Tutto da leggere e scoprire.