«Quello che è importante non è tanto la conquista della vetta, quanto il tu per tu con la roccia, con la neve, il ghiaccio. Toccare, vedere: è come una danza.» Fosco Maraini. Viaggiator curioso.
I tre racconti qui riuniti – “Il messicano”, “Il beneficio del dubbio” e “La pazzia di John Harned” – offrono al lettore l’occasione di scoprire una vena meno nota, ma per nulla minore, di un grande maestro del narrare.
Un percorso creativo che va dall’introduzione del grande personaggio, alla dimostrazione del suo carattere generoso di ladro gentiluomo, alla raffigurazione del suo metodo di indagine alla maniera di Sherlock Holmes.
Angelo Fabbrini si racconta in questo libro intrecciando emozioni e ricordi legati alla sua vita professionale e privata, ripercorrendo oltre sessant’anni di attività nel mondo dei pianoforti.
Apparso per la prima volta nel 1830, ma rivisto dallo scrittore fino all’ultima edizione del 1846, “Addio” resta tra i racconti più affascinanti eppure meno noti di Balzac.
Quando i personaggi funzionano è come se esistessero davvero e si muovessero per volontà propria. Per questo, a dare voce a un personaggio ‘vero’ come il commissario Soneri ci voleva qualcuno che le cose le sapesse (e le sapesse raccontare) come Varesi.
… questo libro è dunque un documento di quell’interesse per la vita italiana che, dai primi viaggiatori inglesi del Seicento e Settecento ai nostri giorni, non ha mai smesso di affascinare gli anglosassoni.
La vera eleganza è molto meno soggetta a mode; anzi ne è spesso l’antitesi. Il cambiamento è lento, la tradizione un aspetto fondamentale. L’eleganza si tramanda, di generazione in generazione. La si apprende per contatto, quasi per osmosi.