Sinossi
Come si legge dalla prefazione di Giuseppe Bellini, nell’edizione di Passigli Editori, i Cento sonetti d’amore «rappresentano lo sviluppo, in forme di accentuata originalità e autonomia, di un motivo che viene di lontano. Il filone da cui scaturisce quest’opera, una delle più altre del grande poeta cileno, affonda non solo in Stravagario, ma anche e soprattutto nei Versi del Capitano, documento di un’epoca turbolenta in cui l’amore si manifesta in raffiche improvvise, appare dominato da accese note di passione, insidiato da furori e gelosie, agitato da rinunce e ritorni, da condanne e proteste disperate, fino alla definitiva affermazione.
Matilde equivale, per Neruda, alla terra; il bacio dato alla donna rappresenta l’unione con il mondo. Per il poeta l’amore è elemento che ravviva il mondo, miracolo che si verifica attraverso la presenza della donna.»
«Mi manca il tempo per celebrare i tuoi capelli.
Uno a uno devo contarli e lodarli:
altri amanti voglion vivere con certi occhi,
io voglio essere solo il tuo parrucchiere.»
da XIV







